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Oreopithecus Bambolii,l’Ominide del Baccinello

Nell’estate del 1958 (Il 2 agosto) accadde un fatto che sconvolse la realtà di un piccolo paese vicino a Grosseto.A 200 metri di profondità in una miniera di lignite a Baccinello fu scoperto uno scheletro di ominide preistorico sul soffitto di una galleria.Altri reperti fossili erano stati ritrovati dai minatori nel tempo:coccodrilli,tartarughe,erbivori,roditori, in quello che era stato,tra i 9 e i 6 milioni di anni prima, il fondo di una laguna,ma mai era stata fatta una scoperta così sensazionale .                                                                                                                                                                   Immagine Fu avvertito immediatamente il professor Hurzeler che accorse con il suo assistente Lorenz per analizzare il fossile.Era lo scheletro di un Oreopithecus Bambolii,nome motivato dal primo ritrovamento avvenuto nel 1870 sul Monte Bamboli vicino a Massa Marittima.Altri resti di questa scimmia caudata sono stati trovati sulle colline metallifere nei pressi di Ribolla e Montemassi. Immagine                                                        L’Oreopithecus aveva un’andatura bipede e notevoli capacità di manipolazione e pur non essendo imparentato con l’uomo,ne rappresenta un lontanissimo avo estintosi 6 milioni di anni fa ,cioè 2 milioni di anni prima che comparisse l’Australopiotecus in Africa.Sono state la posizione eretta e la manualità che hanno permesso a questo ominide di sopravvivere per tre milioni di anni ai tremendi sconvolgimenti climatici avvenuti 9 milioni di anni fa in Europa.Immagine                                         I minatori che effettuarono il ritrovamento chiamarono l’Oreopithecus Sandrone,e con questo nome è conosciuto al Baccinello e in Maremma.

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