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Il Codex Seraphinianus

Il Codex Seraphinianus è un libro scritto da Luigi Serafini tra il 1976 e il ’78.La strana enciclopedia è caratterizzata da una grafia sconosciuta e da oltre mille disegni che risultano un rompicapo senza nessun senso logico.Questa opera,perchè di opera si tratta,è assolutamente affascinante e ricorda,in qualche modo,il “Manoscritto Voynich”,in special modo nella sua costruzione surreale.Ognuno di noi è padrone di dare qualunque significato al  Codice,mero esercizio fanta/letterario oppure ispirazioine di carattere esoterico,resta il fatto,però,che Luigi Serafini ha riportato su carta sogni provenienti da un’altra dimensione.Potrete vedere con i vostri occhi le spiazzanti immagini del volume in questione cliccando sul seguente link:  CodexSeraphinianus

 

 

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Il manoscritto Voynich


In questo caso  più che di un ooparts si tratta di un rompicapo storico/letterario.Il manoscritto medioevale Voynich è infatti considerato  il  “Manoscritto più misterioso del mondo”e resiste, nonostante tutti gli sforzi, a qualsiasi tipo di traduzione,quindi, o  è una bufala perfetta, o un ingegnoso e irrisovilbile cifrario. Il codice è così chiamato dal nome del suo scopritore,  il commerciante di libri antichi e collezionista americano Wilfrid M. Voynich, che lo  ha trovato  nel 1912, tra una collezione di antichi manoscritti conservati a villa Mondragone a Frascati, vicino Roma,  trasformata in uno Collegio di Gesuiti chiuso poi nel 1953.
Il manoscritto Voynich, per qualcuno attribuibile a Roger Bacon,  è un testo scientifico in un linguaggio non identificato scritto probabilmente nell’ Europa centrale, si pensa nel 13°/14° secolo.
Anche sulla base delle prove di calligrafia, i disegni, la qualità delle pagine, e i pigmenti, lo stesso Wilfrid Voynich stimò che il manoscritto era stato creato alla fine del 13 ° secolo. Il codice è piccolo, 22,5 centimetri per 16, ma spesso, quasi 235 pagine. È scritto,come detto, in una lingua  sconosciuta, di cui non c’è  alcun altro esempio nel mondo. E illustrato abbondantemente (e incomprensibilmente)con disegni colorati di:
piante non identificate;
quelle che sembrano essere ricette a base di erbe;
piccoli nudi femminile che amoreggiano in vasche collegate da intricate estrane tubazioni  e parti anatomiche di concezione idraulica; misteriosi grafici in cui alcuni oggetti astronomici sembrano  visti attraverso un telescopio e  cellule vive appaiono viste attraverso un microscopio;
disegni in cui si può vedere uno strano calendario di segni zodiacali, popolato da persone piccole e nude in  contenitori di rifiuti.

Da un pezzo di carta, che una volta era allegato al manoscritto Voynich, e che ora è memorizzato  nella  biblioteca Beinecke, è noto che il libro una volta faceva parte della biblioteca privata di Petrus Beckx SJ generale della Compagnia di Gesù.
La lingua del codice è in ordine alfabetico, ma  un alfabeto che ha da diciannove a ventotto lettere,e non ha  nessun rapporto con l’inglese o qualsiasi sistema europeo di lettere. Sul  testo non c’è nessuna apparente correzione. Vi è la prova di due diverse “lingue” (oggetto di indagine da parte di Currier e D’Imperio) e più di uno scrittore; probabilmente anche questo complica lo schema di codifica già di per se ambiguo.
Voynich avrebbe  voluto decifrare il misterioso manoscritto ed ha fornito le copie fotografiche ad un certo numero di esperti. Tuttavia, nonostante gli sforzi di molti ben noti cryptologisti e studiosi, rimane il libro impossibile da leggere. Ci sono alcune indicazioni di decifrazione, ma fino ad oggi, nessuna di queste può essere d’aiuto per una traduzione completa.

Il libro è stato acquistato da HP Kraus (un antiquario del libro  di New York) nel 1961 per la somma di $ 24.500. Dopo qualche tempo lo ha  valutato a $ 160.000, ma non è riuscito a trovare un acquirente. Infine lo donò alla Yale University nel 1969, dove è rimansto fino ad oggi presso la “Beinecke Rare Book Library” con il numero di catalogo SM 408.
E’ noto da una lettera di Johannes Marcus Marci, rettore dell’ Università di Praga, a Atanasio Kircher, uno studioso gesuita, datata 1666, che il manoscritto fu stato acquistato dall’ imperatore Rodolfo II di Boemia (1552-1612).
Storicamente,il libro compare infatti per la prima volta nel 1586 alla corte dell’imperatore, che fu uno dei più eccentrici monarchi europei di questo e di qualsiasi altro periodo. Rodolfo amava accogliere attorno a se nani ed aveva un reggimento di “giganti” nel suo esercito. Era circondato da astrologi, e fu affascinato da giochi e codici e della musica.  Era un patito di alchimia e ha sostenuto la stampa di libri su questo argomento.
Sembra che uno sconosciuto  abbia venduto il manoscritto al re per trecento ducati d’oro, che, tradotti in unità monetaria moderna, corrisponde a circa quattordici mila dollari. Questa è una sorprendente quantità di denaro pagata per un manoscritto in quel momento, ciò è indicativo del fatto che i l’imperatore deve essere stato molto impressionato dal codice.
Accompagnata al manoscritto c’era una lettera che dichiarava che  il lavoro era stato compiuto dall’inglese Roger Bacon, che visse nel XIII secolo e che è stato un noto astronomo pre-copernicano. Solo due anni prima della comparsa del Manoscritto Voynich, John Dee, il grande navigatore inglese, astrologo, mago e occultista aveva insegnato a Praga al giovane Bacon.
Il manoscritto in qualche modo finì in mano di Jacobus de Tepenecz,  direttore dei  giardini botanici dell’imperatore( sua è la firma  presente in folio 1r) e si è immaginato che questo sarebbe potuto avvenire solo dopo il 1608, quando Jacobus Horcicki ricevette il titolo ‘de Tepenecz’. IL 1608  è la prima data definitiva e storica relativa al Manoscritto.

I codici dai primi del XVI secolo in poi in Europa sono tutti derivati da “La Stenographica di Johannes Trethemius”, Vescovo di Sponheim, un alchimista che ha scritto trattati sulla crittografia di messaggi segreti. Egli aveva un numero limitato di metodi, e non solo militari ma alchemici, religiosi e politici ma il libro è stato composto  in  altro modo,etraneo  al periodo che durò fino al XVII secolo. Quindi il manoscritto Voynich non sembra avere alcun rapporto con i codici derivati dall’opera di  Johannes Trethemius di Sponheim.
Nel 1622  il manoscritto passò in possesso a un individuo non identificato, che lo  lasciò, di sua volontà ,a Marci.
Marci inviò il manoscritto immediatamente con la lettera ad Athanasius Kircher (un sacerdote gesuita e studioso di Roma) nel 1666 . Fino al 1912 ,quando Voynich lo scoprì,si crede  che il manoscritto  sia stato conservato o dimenticato in qualche biblioteca e infine trasferito al Collegio dei Gesuiti a Villa Mondragone. Il contenuto del manoscritto sono suddivisi in 5 categorie: La prima e la più grande sezione contiene 130 pagine con disegni di piante di accompagnamento al testo, ed è chiamata la divisione Botanica.
La seconda contiene 26 pagine di disegni,prevalentemente astrologici e astronomici.
La terza sezione che contiene 4 pagine di testo e 28 disegni sembrerebbe essere di natura biologica.
La quarta divisione contiene 34 pagine di disegni, che sono di natura farmaceutica ed erboristica.
L’ultima sezione del manoscritto contiene 23 pagine di testo organizzate in brevi paragrafi, ciascuno comincia con una stella. L’ultima pagina (il 24 di questa divisione), contiene  solo il disegno di una chiave.

Se volete vedere le pagine del manscritto di Voynich cliccate qui.

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