Archivi categoria: incipit

Saul Bellow-Herzog

Saul Bellow (1915-2005)

Herzog
If I am out of my mind, it’s all right with me, thought Moses Herzog.
Some people thought he was cracked and for a time he himself had doubted that he was all there. But now, though he still behaved oddly, he felt confident, cheerful, clairvoyant, and strong. He had fallen under a spell and was writing letters to everyone under the sun. He was so stirred by these letters that from the end of June he moved from place to place with a valise full of papers. He had carried this valise from New York to Martha Vineyard, but returned from the Vineyard immediately; two days later he flew to Chicago, and from Chicago he went to a village in western Massachusetts. Hidden in the country, he wrote endlessly, fanatically, to the newspapers, to people in public life, to friends and relatives and at last to the dead, his own obscure dead, and finally the famous dead
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Herzog
Se sono matto, per me va benissimo, pensò Moses Herzog. C’era della gente che pensava che fosse toccato, e per qualche tempo persino lui l’aveva dubitato. Ma adesso, benché continuasse a comportarsi in maniera un po’ stramba, si sentiva pieno di fiducia, allegro, lucido e forte. Gli pareva d’essere stregato, e scriveva lettere alla gente più impensata. Era talmente infatuato da quella corrispondenza, che dalla fine di giugno, dovunque andasse, si trascinava dietro una valigia piena di carte. Se l’era portata, quella valigia, da New York a Martha’s Vineyard. Ma da Martha’s Vineyard era riscappato indietro subito; due giorni dopo aveva preso l’aereo per Chicago, e da Chicago era filato in un paesino del Massachussets occidentale. Lì, nascosto in mezzo alla campagna, scriveva a più non posso, freneticamente, ai giornali, agli uomini pubblici, ad amici e parenti e finì per scrivere pure ai morti, prima ai suoi morti e poi anche ai morti famosi.
(Traduzione: Letizia Ciotti Miller)

 Saul Bellow in New York in 1975, the year “Humboldt’s Gift,” about a Pulitzer Prize-winning author, was published.

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GOMORRA di Roberto Saviano

Goya

Il sonno della ragione produce mostri

Il porto
Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave.Come se stesse galleggiando nell’aria,lo sprider,il meccanismo che aggancia il container alla gru,non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi.Sembravano manichini.Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri.Ed erano crani.Uscivano dal container uomini e donne.Anche qualche ragazzo.Morti.Congelati,tutti raccolti,l’uno sull’altro.In fila,stipati come aringhe in scatola.Erano i cinesi che non muoiono mai.Gli eterni che si passano i documenti l’uno con l’altro.Ecco dove erano finiti…

https://i0.wp.com/i92.photobucket.com/albums/l32/catetom/gomorra20libro.jpg

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Armi,Acciaio e Malattie

Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni

di Jared Diamond

Prologo
La domanda di Yali
Tutti sappiamo che i popoli delle varie parti del mondo hanno avuto storie assai diverse.Nei 13000 anni trascorsi dalla fine dell’ultima glaciazione,in alcuni casi sono sorte società industriali vere e proprie,in altri società agricole prive di cultura scritta,mentre in altri ancora ci si è fermati a tribù di cacciatori-raccoglitori dotate di soli utensili di pietra.Tali diseguaglianze hanno avuto un’importanza fondamentale nelle vicende del pianeta,per il semplice fatto che i popoli industrializzati in possesso di una cultura scritta hanno conquistato o sterminato tutti gli altri.Queste diversità sono la base più evidente dell’intera storia del mondo,ma le loro cause rimangono tutt’altro che chiare.Come si sono originate,dunque?La domanda mi fu posta venticinque anni fa in forma assai diretta e personale.
Nel 1972 stavo camminando su una spiaggia della Nuova Guinea,dove mi trovavo in qualità di ornitologo.Avevo sentito parlare di un importante uomo politico locale di nome Yali,che stava visitando la zona…

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Preghiera per un amico(Incipit)

John Irving

Preghiera per un amico

1-La palla fatale

Eccomi condannato a ricordare un ragazzo dalla voce fessa-non già a causa della sua voce,nè perchè fosse la persona più piccola che abbia mai conosciuto,o neppure perchè fu strumento della morte di mia madre-ma perchè è lui la ragione per cui credo in Dio:sono cristiano grazie a Owen Meany.Non ho la pretesa di vivere in Cristo ,o con Cristo-e men che meno per Cristo,come tanti bigotti pretendono.Non ho una conoscenza tanto profonda del Vecchio Testamento,ed è dai giorni del catechismo che non leggo più il Vangelo-a parte quei brani che leggono in chiesa.Mi sono piuttosto familiari quei passi dlla Bibbia riportati al mio Libro di Preghiere.Questo,lo leggo spesso.La Bibbia ,invece,solo alle feste comandate.Il Libro di Preghiere è molto più ordinato.

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Guareschi-Il destino si chiama Clotilde.Incipit.

Il destino si chiama Clotilde

 

Alle 9 antimeridiane del 14 maggio 1885, il Delfino levava le ancore dal porto di Nevaslippe e prendeva il mare.Mezz’ora dopo il signor Filimario Dublè udiva bussare discretamente alla porta della sua cabina e questo pur modesto avvenimento provocava nel celebre gentiluomo giustificato compiacimento.Effettivamente già da parecchio il signor Filimario Dublè attendeva che qualcuno bussasse alla porta della sua cabina : per essere più precisi, già da sessanta minuti il signor Filimario Dublè aspettava l’apparizione della signorina Clotilde Troll.

Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi (Roccabianca1º maggio 1908 – Cervia22 luglio 1968)

È lo scrittore italiano più venduto nel mondo: oltre 20 milioni di copie!

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Nemesis-Isaac Asimov

Isaac Asimov (1920-1992)

Nemesis
L’uomo sedeva da solo, al chiuso.
Fuori c’erano le stelle, ed una stella in particolare con il suo piccolo sistema di mondi. Poteva vederla nella sua mente, molto più chiaramente che se avesse de-opacizzato le finestre.
Una piccola stella, rosso-rosata, il colore del sangue e della distruzione, e con un nome appropriato.
Nemesis!
Nemesis, la Dea del Giudizio Divino. Ripensò ancora una volta alla storia che aveva sentito un giorno quando era giovane – una leggenda di un Diluvio Universale che aveva annientato una umanità degenerata e corrotta, risparmiando solamente una famiglia per ricominciare daccapo.
Nessuna inondazione, questa volta. Solo Nemesis.
(Traduzione: Alessio Piccoli)

Nemesis ( Albrecht Durer):

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Incipit.L.A. Confidential di James Ellroy

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                          21 Febbraio 1950

Un motel abbandonato ai piedi delle colline di San Berdoo Quando Buzz Meeks arrivò, aveva con sè novantaquattromila dollari,nove chili di eroina pura,un fucile a pompa calibro 12,una 38 special,una 45 automatica e un coltello a serramanico che aveva comprato da un pachuco alla frontiera,un momento prima di accorgersi dell’auto parcheggiata proprio sulla linea di confine:gli scagnozzi di Mickey Cohen in una macchina senza insegne della polizia di Los Angeles,e lì accanto in piedi un paio di poliziotti di Tijuana,pronti ad alleggerigli le tasche e a scaraventarlo nel fiume San Ysidro.

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Incipit-La città della gioia

La città della gioiaDominique Lapierre

La zazzera ricciuta e le basette che andavano a toccare le punte spioventi dei baffi,il torso piccolo e tarchiato, le lunghe braccia muscolose e le gambe leggermente arcuate gli davano l’aria di un guerriero mongolo.E invece Hasari Pal,trentadue anni,era solo un contadino,uno dei circa cinquecento milioni di abitanti dell’India di quegli anni,che chiedevano il loro sostentamento alla dea Terra.Si era costruito la due stanze della sua capanna di argilla rivestita di paglia un po’ fuori dal villaggio di Bankuli,nel Bengala occidentale,uno stato del nord-est dell’India,tre volte più vasto del Belgio e popolato come la Francia.

 

Biografia di Dominique Lapierre

Dominique Lapierre nasce in Francia nel 1931, la sua vita, e il suo lavoro, sono caratterizzati da molti incontri e decisive esperienze fin dai suoi diciotto anni.
Il primo assaggio di fama seguì l’estate dei suoi 17 anni quando lasciò Parigi con soli 30 $, lavorò a bordo di una nave, sbarcò negli Stati Uniti e viaggiò per 30.000 miglia lungo il continente Americano.
Quest’avventura consegnò a Lapierre il suo primo best seller, Un Dollaro Mille Chilometri.
Da allora ha continuamente cercato nuove storie.
Mentre terminava il servizio militare nel 1954 incontrò un soldato americano di nome Larry Collins, da quest’incontro nacque una duratura amicizia ed un proficuo sodalizio.
Anni dopo avrebbero, infatti, collaborato in alcuni dei libri più memorabili del ‘900, incluso Parigi brucia?, Alle 5 della sera, Gerusalemme Gerusalemme, Stanotte la libertà, Il quinto cavaliere.
Ha poi scritto da solo lavori altrettanto celebri. Freely on the Soviet Roads, Chessman Told me.
Nel 1981 ha fondato un’associazione umanitaria che opera a favore dei bambini sofferenti di lebbra dei sobborghi di Calcutta, l’associazione è sostenuta anche dai diritti d’autore dei suoi successi letterari.
Lapierre tornò a Calcutta, dove rimase oltre due anni, per visitare i suoi “figli” e narrò quest’esperienza in La città della gioia, questo libro, che è diventato anche un film, ha venduto oltre otto milioni di copie, e racconta la storia dell’epica sopravvivenza della popolazione di uno dei sobborghi più poveri dell’India.
A Calcutta Lapierre diventò anche un intimo collaboratore di Madre Teresa che gli concesse l’esclusiva per un film sulla sua vita e sul lavoro delle sue sorelle, Le Missionarie della Carità.
Il film, con Geraldine Chaplin nel ruolo di Madre Teresa, Madre Teresa – Nel nome dei poveri di Dio, è stato trasmesso in prima serata su molti canali europei e su Family Channel negli Stati Uniti.
Nel 1991 ha pubblicato Più grandi dell’amore e nel 1997 Mille Soli, una cronaca dei personaggi e degli eventi che hanno plasmato la vita dell’autore filantropo. L’ultimo romanzo, Mezzanotte e cinque a Bhopal è il vero e proprio reportage di una tragedia annunciata.
I suoi scritti sono stati premiati dal prestigioso premio Humanitas Prize per gli alti valori morali comunicati.

Tratto da lineadombra.it

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Incipit.Io sono leggenda.Richard Matheson

Richard Matheson

Io sono leggenda
Nei giorni come quello, in cui il cielo era coperto di nuvole, Robert Neville non era mai sicuro di quanto mancava al tramonto e a volte li trovava già nelle strade, prima di riuscire a rientrare in casa.
Se non avesse avuto tanta avversione per la matematica, avrebbe potuto calcolare l’ora approssimativa del loro arrivo; invece, si atteneva ancora all’antica abitudine di regolarsi sul colore del cielo per stabilire la fine del giorno, e, nei pomeriggi senza sole, quel sistema non funzionava. Perciò, quando il cielo era grigio, non osava allontanarsi troppo dalla sua abitazione.

 Mondadori, trad. Valentino De Carlo

Ed ecco i tre film tratti dal libro di Richard Matheson che è uscito in Italia nel 1957 con il titolo “I Vampiri” edito da Longanesi:

The last man on the earth.

 L’ultimo uomo della Terra  di Ubaldo Ragona, Sidney Salkow del 1964, con Vincent Price, Franca Bettoia, Emma Danieli, Giacomo Rossi-Stuart, Umberto Raho, Christi Courtland. Prodotto in Italia, USA.

The Omega man

1975: occhi bianchi sul pianeta Terra  di Boris Sagal del 1971, con Charlton Heston, Anthony Zerbe, Rosalind Cash, Paul Koslo, Eric Laneuville, Lincoln Kilpatrick, Jill Giraldi, Anna Aries, Brian Tochi, DeVeren Bookwalter. Prodotto in USA.

I am legend

Io sono leggenda di Francis Lawrence del 2007, con Will Smith, Alice Braga, Charlie Tahan, Salli Richardson, Willow Smith, Darrell Foster, April Grace, Dash Mihok, Joanna Numata, Samuel Glen. Prodotto in USA.

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L’Azteco (incipit)

L’Azteco   di Gary Jennings

Corte di Castiglia
Valladolid
Al Legato e Cappellano di Sua Maestà,
Don Fray Juan de Zumarraga,di recente
nominato Vescovo della sede del Messico
nella Nuova Spagna,un incarico:
Affinchè meglio possiamo conoscere la nostra colonia della Nuova
Spagna,le sue singolarità,le  ricchezze sue,le genti che la popolano, e
le credenze e i riti e le cerimonie da esse ivi celebrate,desideriamo essere informati di tutto ciò che gli Indios caratterizzò nel corso della loro esistenza in quel paese prima che giungessero le nostre forze di liberazione,ambasciatori,evangelizzatori e colonizzatori.

Città di Tenochtìtlan

Mosaici Aztechi

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