Archivi categoria: galassie

Galassie Antennae ( NGC4038/4039 C60/61)

Questa è un immagine delle galassie Antennae che si stanno fondendo nel corso di una immane collisione, nella quale si formeranno miliardi di stelle, le più luminose e compatte regioni dove nascono queste stelle sono chiamate ammassi di super-stelle (super star clusters).Le due spirali hanno iniziato a interagire qualche centinaio di milioni di anni fa, rendendo le Antennae uno degli esempi più vicini e più giovani di fusione tra galassie . Quasi la metà degli oggetti che brillano debolmente nell’immagine sono giovani ammassi contenenti decine di migliaia di stelle. Le macchie arancioni a sinistra ,a destra e al centro sono i due nuclei delle galassie originali che sono costituiti principalmente da stelle antiche e sono attraversati da filamenti di polvere marrone. Le due galassie sono costellate di zone di formazione stellare di un blu brillante circondate da gas idrogeno incandescente, che appare in rosa.
La nuova immagine consente agli astronomi di distinguere meglio tra le stelle esistenti e gli ammassi di super- stelleche si sono create nella collisione delle due galassie a spirale.Datando i clusters (o ammassi stellari) nell’immagine, gli astronomi hanno scoperto che solo il 10 per cento dei grappoli appena formati nelle Antennae sopravviverà oltre i primi 10 milioni di anni. La stragrande maggioranza dei super-ammassi stellari che si formano durante questa interazione si disperderanno, e le singole stelle andranno a far parte del fondo delle galassie. Si ritiene tuttavia che circa un centinaio degli ammassi più grandi sopravviverà per formare regolari ammassi globulari, simili a quelli che si trovano nella nostra galassia Via Lattea. Le galassie Antennae prendono il nome dalle lunghe antenne, come “braccia” che si estendono lontano dai nuclei delle due galassie, notate molto meglio dai telescopi terrestri. Queste “code a onda” si sono formate durante il primo incontro/scontro delle galassie circa 200/300 milioni di anni fa. Questo quadro ci da un’anteprima di ciò che potrà accadere quando la nostra Via Lattea si scontrerà con la vicina galassia di Andromeda tra diversi miliardi di anni.

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Galassia UFO (NGC 2638)

Il telescopio spaziale NASA ed ESA “Hubble” ha scovato la galassia “Ufo”,infatti NGC 2638,vista di taglio,è una spirale e ciò gli dà la classica forma di una nave spaziale appena uscita da un film di fantascienza.Il nome è venuto in mente agli astronomi del planetario ed osservatorio “Astronaut Memorial” situato a Cocoa in Florida.
Mentre la visione a volo d’uccello ci fa vedere la struttura in dettaglio di una galassia (come ad esempio questa immagine di Hubble che mostra una spirale barrata), un vista laterale ha i suoi vantaggi . Dà,ad esempio, agli astronomi, la grande opportunità di vedere i delicati tentacoli di polvere dei bracci a spirale che contrastano con la foschia dorata del nucleo della galassia, gruppi di giovani brillanti stelle blu brillare sparsi per tutto il disco, la mappatura delle regioni di formazione stellare della galassia.
Forse, sorprendentemente, la vista laterale delle galassie come questa, non impedisce agli astronomi di capire le loro strutture. Gli studi sulle proprietà della luce proveniente da NGC 2683 suggeriscono che si tratta di una galassia spirale barrata(“spirale barrata”significa che il nucleo presenta due prolungamenti di stelle che ricordano una barra), anche se l’angolo della visuale non ci permette di vederlo direttamente.
Questa immagine è prodotta con due campi di luce,sia visibile che infrarossa, dalla Advanced Camera for Surveys di Hubble. La stretta striscia che appare leggermente sfocata e attraversa l’immagine in orizzontale è il risultato di un divario tra rivelatori di Hubble. Questa striscia è stato completata con immagini delle osservazioni della galassia fatta da telescopi terrestri, che mostrano molti meno dettagli.

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Omega Centauri

 

Il telescopio spaziale Hubble della NASA ha catturato  questa foto panoramica dell’ assortimento di 100.000 stelle che risiedono nel nucleo affollato di un grappolo di Stelle giganti colorate. Questa è una delle prime immagini scattate dalla nuova Wide Field Camera, che è stata installata a bordo dell’Hubble nel maggio 2009 durante la missione di manutenzione, che,come si vede, riesce a prendere fotografie nitide su una vasta gamma di lunghezze d’onda.
Forse gli scettici sulla possibilità di vita extraterrestre dovrebbero valutare che ogni lucina dell’immagine è una stella che potrebbe avere un pianeta che ruota alla giusta distanza con acqua sulla sua superficie.Vi sembra una eventualità così remota?

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Galassia a spirale Messier 101

Nel 1609, Galileo inventò il cannocchiale e,voltando lo sguardo verso il cielo,  rivoluzionò la nostra visione dell’universo. Per celebrare il 400 ° anniversario di questa pietra miliare, il 2009 è stato designato “Anno Internazionale della Fisica”.
Oggi, la NASA con i suoi  osservatori cosmici si merita l’eredità di Galileo  regalandoci immagini mozzafiato catturate dai Telescopi Spaziali Hubble e  Spitzer, e dall’ Osservatorio a Raggi X Chandra .
Mentre Galileo scrutava il cielo  utilizzando la luce naturalmente visibile dall’occhio umano, la tecnologia di oggi ci permette di osservare con molte lunghezze d’onda, compresa la connessione a infrarossi di Spitzer e la vista e raggi x di Chandra. Ogni lunghezza d’onda  mostra i diversi aspetti dei corpi celesti e spesso rivela nuovi oggetti che  non potrebbero essere studiati altrimenti.
Questa immagine della galassia a spirale Messier 101 è la luce visibile ripresa dal telescopio spaziale Hubble.
Le immagini composite permettono di vedere agli astronomi caratteristiche  con una lunghezza d’onda diverse da  quelle osservate con un’altra lunghezza d’onda. È come vedere con una macchina fotografica, con occhiali da visione notturna e con uno schermo a raggi X in una sola volta.
Nei quattro secoli da Galileo ad oggi l’astronomia è cambiata drasticamente,tuttavia la nostra curiosità e la ricerca della conoscenza rimangono le stesse, così come la nostra meraviglia per lo splendore del cosmo.

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Voi siete qui…Noi siamo qui!

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Tornado giganti nella Nebulosa Laguna

Questa immagine del Telescopio Hubble  mostra un paio di “tornado” lunghi circa un anno luce e mezzo – misteriose canalizzazioni e  strutture a corda (in alto a sinistra)  nel cuore della Nebulosa Laguna (M8) che si trova  a 5000 anni luce  dalla Terra in direzione della costellazione del Sagittario.

La  calda  stella centrale Herschel 36 (in alto a sinistra), è la principale fonte di luce per illuminare la più brillante  regione  della nebulosa, denominata Clessidra. L’irraggiamento da questa caldissima stella sta erodendo le nuvole con il riscaldamento dell’ idrogeno che contengono che appare  come una nebbia blu a destra della foto. Questa attività unita ai violenti venti stellari  che raffreddano le nuvole provocano i “tornado”.

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Un arcobaleno tra le galassie.

 I tre telescopi spaziali della Nasa Spitzer,Hubble e Chandra hanno unito le loro forze per creare questa immagine della galassia  M82 con diverse lunghezze  d’onda caratterizzate da colori particolari.La foto così cromaticamente complessa ma spettacolare celebra i 16 anni di Hubble.I raggi X registrati da  Chandra appaiono blu, gli infrarossi rilevati da Spitzer sono in rosso mentre le emissioni di idrogeno osservate da Hubble  vengono visualizzate in arancione,la luce visibile rimanente è giallo-verde.Una buona Domenica nell’universo.

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Esplosione di Z-Camelopardatis

Questa immagine mostra  Z Camelopardalis, o Z Cam, una stella binaria con un sistema collassato.Possiamo vedere la stella morta (bianca al centro) , chiamata White Dwarf, e la stella compagna, di cui resta il fantasma che fa da involucro al sistema. L’enormità del guscio di polveri cosmiche fornisce elementi di prova riguardo alla quantità di materiale espulso e poi spazzato via da una potente esplosione, classica delle “nove”, che probabilmente si è verificata qualche migliaio di anni fa.

L’immagine combina dati raccolti dai rilevatori a raggi ultravioletti del Galaxy Evolution Explorer (Galex) della Nasa il 25 gennaio  2004. L’osservatorio orbitante ha iniziato l’osservazione di Z Cam nel 2003.

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Buco nero nella galassia M81

Il più grande dei buchi neri  divora energia come il più piccolo, secondo i dati di  Chandra e   dei telescopi da terra. Questa scoperta supporta le implicazioni della relatività di Einstein inerenti alla teoria che i buchi neri di tutte le dimensioni hanno proprietà simili, e sarà utile per prevedere le proprietà di una eventuale nuova classe di buchi neri.

La conclusione viene da una grande campagna di osservazione della galassia a spirale M81, che è a circa 12 milioni di anni luce dalla Terra. Nel centro di M81 c’è un buco nero che è di circa 70 milioni di volte più grande del Sole, e genera energia e radiazioni nello stesso modo come attrae il gas nella regione centrale della galassia  ad altissima velocità.

La foto in alto è composta dai colori dei raggi X messi in evidenza  da Chandra (blu,nel riquadro piccolo i dettagli),da quelli mostrati dal telescopio spaziale Hubble (verde),  dagli infrarossi  dati dallo Spitzer Space Telescope (rosa) e dagli ultravioletti ripresi  da GALEX (viola).

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Orion Nebula M42

Una splendida immagine della Nebolosa di Orione (M 42)

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