Archivio mensile:luglio 2009

Follia nucleare

Atto Senato n. 1195-B

Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia

G/1195-B/4/10

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFAGRANAIOLA, PAOLO ROSSI, SANGALLI, SBARBATITOMASELLI

Il Senato,

premesso che,

l’articolo 25 del provvedimento in esame contiene un’ampia delega al Governo volta a reintrodurre il nucleare in Italia;

nell’elencazione dei princìpi e dei criteri direttivi con cui la delega deve essere esercitata, si prevede che la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento di impianti nucleari a fine vita siano considerate tutte attività di preminente interesse statale e, come tali, soggette ad autorizzazione unica rilasciata, su istanza del soggetto richiedente e previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;

inoltre, si prevede che i produttori di energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione per il decommissioning che dovrebbe essere finalizzato a finanziare lo smantellamento degli impianti nucleari, il trattamento e lo smaltimento finale dei rifiuti radioattivi;

considerato che,

la materia della produzione, del trasporto e della distribuzione nazionale dell’energia rientra tra le materie di legislazione concorrente tra Stato e Regioni ai sensi dell’articolo 117, comma 3, della Costituzione;

l’attuazione della delega implicherà la «chiamata in sussidiarietà» di parte delle funzioni amministrative concernenti il settore energetico, con l’attribuzione di rilevanti responsabilità ad organi statali e quindi con la parallela disciplina legislativa da parte dello Stato di settori che di norma dovrebbero essere di competenza regionale ai sensi del succitato terzo comma dell’articolo 117 della Costituzione;

la Corte Costituzionale, con sentenza n. 383/2005, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale di alcune disposizioni riguardanti il decreto legge 29 agosto 2003, n. 239, recante disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo del sistema elettrico nazionale e per il recupero di potenza di energia elettrica, ha stabilito una serie di principi tra i quali quello che riconosce che «( … ) il riordino dell’intero settore energetico, mediante una legislazione di cornice, ma anche la nuova disciplina dei numerosi settori contermini di esclusiva competenza statale, appare caratterizzato, sul piano del modello organizzativo e gestionale, dalla attribuzione dei maggiori poteri amministrativi ad organi statali, in quanto evidentemente ritenuti gli unici a cui naturalmente non sfugge la valutazione complessiva del fabbisogno nazionale di energia e quindi idonei ad operare in modo adeguato per ridurre eventuali situazioni di gravi carenze a livello nazionale.»;

il presupposto per rendere costituzionalmente ammissibile l’esercizio di questo meccanismo, che oggettivamente incide in modo significativo sull’ambito dei poteri regionali, è «la previsione di un’intesa in senso forte con le Regioni nel cui territorio l’opera dovrà essere realizzata»; infatti, la Corte afferma che «la predisposizione di un programma di grandi infrastrutture per le finalità indicate dalla disposizione impugnata implica necessariamente una forte compressione delle competenze regionali non soltanto nel settore energetico ma anche nella materia del governo del territorio, di talché, ( … ), è condizione imprescindibile per la legittimità costituzionale dell’attrazione in sussidiarietà a livello statale di tale funzione amministrativa, la previsione di un’intesa in senso forte con le Regioni nel cui territorio l’opera dovrà essere realizzata. (…). Ciò tanto più in riferimento ad una legislazione come quella oggetto del presente scrutinio, che spesso si riferisce alla dimensione «nazionale» (unilateralmente definita) di fenomeni od attrezzature, da cui sembra che spesso si vogliano escludere le Regioni, malgrado l’esplicito riferimento alla stessa dimensione «nazionale» che è contenuto nella denominazione della materia «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia» di cui al terzo comma dell’articolo 117 della Costituzione. Dovendosi quindi individuare un organo adeguatamente rappresentativo delle Regioni, ma anche degli enti locali, a loro volta titolari di molteplici funzioni amministrative senza dubbio condizionate od incise dalle diverse politiche del settore energetico, emerge come naturale organo di riferimento la Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (…);

la procedura di adozione dei decreti legislativi attuativi di cui all’articolo 25, comma 1, del disegno di legge in esame prevede l’adozione di un semplice parere, in luogo dell’intesa, da parte della Conferenza Unificata e prevede al successivo comma 2, lettera f), l’esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con gli enti locali coinvolti, ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione;

a tal proposito, la Corte Costituzionale, sempre con la sentenza n. 383/2005 ha stabilito che: «tali intese costituiscono condizione minima e imprescindibile per la legittimità costituzionale della disciplina legislativa statale che effettui la «chiamata in sussidiarietà» di una funzione amministrativa in materie affidate alla legislazione regionale, con la conseguenza che deve trattarsi di vere e proprie intese «in senso forte», ossia di atti a struttura necessariamente bilaterale, come tali non superabili con decisione unilaterale di una delle parti. In questi casi, pertanto, deve escludersi che, ai fini del perfezionamento dell’intesa, la volontà della Regione interessata possa essere sostituita da una determinazione dello Stato, il quale diverrebbe in tal modo l’unico attore di una fattispecie che, viceversa, non può strutturalmente ridursi all’esercizio di un potere unilaterale. L’esigenza che il conseguimento di queste intese sia non solo ricercato in termini effettivamente ispirati alla reciproca leale collaborazione, ma anche agevolato per evitare situazioni di stallo, potrà certamente ispirare l’opportuna individuazione, sul piano legislativo, di procedure parzialmente innovative volte a favorire l’adozione dell’atto finale nei casi in cui siano insorte difficoltà a conseguire l’intesa, ma tali procedure non potranno in ogni caso prescindere dalla permanente garanzia della posizione paritaria delle parti coinvolte. E nei casi limite di mancato raggiungimento dell’intesa, potrebbe essere utilizzato, in ipotesi, lo strumento del ricorso a questa Corte in sede di conflitto di attribuzione fra Stato e Regioni.»;

impegna il Governo:

a coinvolgere pienamente le Regioni e gli enti locali interessati, in primo luogo nella fase di adozione dei decreti legislativi e, successivamente, ad esperire ogni tentativo per raggiungere le necessari intese, così come stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 383/2005.

Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno.(e soprattutto di che cosa stanno parlando).

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Summit G-8 e Berlusconi

Ecco come Gerald Scarfe ,vignettista del Times,vede il summit G-8 in funzione di Berlusconi.Se andate a leggere i commenti del Times,non possiamo definirli proprio lusinghieri nei confronti del popolo italiano.Ora ,fatto salvo il diritto di cronaca (e di critica ormai scomparsa dai nostri canali ufficiali di informazione) non capisco questa sparata degli inglesi.Abbiamo permesso loro di entrare in Europa senza lasciare la tanto amata sterlina,unico stato ad aver mantenuto la propria moneta,continuano ad avere ,nel 2009,la regina,i principini,la corte reale,le carrozze…ma per piacere!Non mi va proprio di essere giudicato da gente che guida contromano!Naturalmente ,anche di questo fatto increscioso, incolpo Berlusconi.

Accelleratore di particelle naturale.

Questa immagine, creata a partire da dati ottenuti da “Chandra”(il telescopio a raggi x della Nasa)  e dall’European Southern Observatory’s Very Large Telescope, mostra una parte, all’incirca circolare, dei resti di una supernova conosciuta come RCW 86. Questi residui di stella esplosa furono osservati nel 185 dC dagli astronomi cinesi. Con anni di studio, gli scienziati hanno acquisito una migliore comprensione di nuovi dettagli dei resti della supernova, e sono giunti alla conclusione che questo si può considerare il più efficente accelleratore di particelle della via lattea.

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“Seven unsolved medical mysteries” di Alison George

Questa settimana New Scientist ha pubblicato il profilo di un medico che è la versione reale della serie TV “Doctor House”.William Gahl ha recentemente istituito il “Programma Malattie non diagnosticate” per cercare  una risposta ai casi più insoliti che hanno sfidato tutti gli altri esperti medici.
Questi casi che andremo ad analizzare ci convincono che alcuni disturbi lasciano letteralmente interdetta la scienza. Ecco una selezione dei più inspiegabili.
L’uomo albero.


Con le mani e i piedi simili a tronchi ricoperti da corteccia, Dede, un uomo di West Java, Indonesia, sembra essere veramente mezzo albero e mezzo uomo.
Ma qual è la causa di queste deformazioni? Fortunatamente per Dede, questo mistero,nel maggio di quest’anno,e stato risolto.
La causa sembra essere stata una rara deficienza immunitaria, che ha messo il virus del papilloma umano –   la causa delle verruche – fuori controllo.
Dito putrido .                                                                                           
Nel 1996 la rivista medica The Lancet ha condotto uno studio su un caso angosciante. A 29 anni, un uomo che si era punto un dito con un osso di pollo 5 anni prima, lasciando che l’infezione proliferasse,ha iniziato a emanare un odore terribile.
“Il più invalidante conseguenza di questa infezione è stato un  odore di putrido proveniente dal braccio, che faceva voltare la gente in una grande sala ma la faceva fuggire quando si trovavano in una piccola stanza, diventando quasi intollerabile”, affermava un documento medico.
La causa del malessere  non è stata identificata, e  non ha risposto agli antibiotici, cosìcchè i medici curanti hanno pubblicato un appello: “Chiediamo l’assistenza da parte di colleghi che hanno incontrato un caso simile o suggerimenti per alleviare questo tremendo odore del paziente anche se la causa non può essere eliminata”.
Quindi, cos’è accaduto a questo povero uomo?Emana ancora l’odore di putrido dopo tutti questi anni? E’stato contattato il dermatologo che lo aveva in cura per scoprirlo.
Peter Holt della Clinica universitaria di Galles ha riferito che l’infezione si è risolta spontaneamente, e la menomamte conseguenza è scomparsa. Ma la causa resta un mistero.
La sindrome di Morgellons .


I sintomi: fibre che fuoriescono da lesioni pruriginose, accompagnate dalla sensazione di prurito e di essere morsi da un parassita non meglo identificato.
Migliaia di persone in tutto il mondo accusano questi spiacevoli sintomi e sostengono di esseri affetti dalla malattia di Morgellons – un disturbo fisico la cui causa è, ancora sconosciuta.
Ma questi sintomi,per la maggior parte dei medici, sono dovuti ad un un noto disordine psicologico chiamato illusional-parassitosi, una incrollabile convinzione che le sensazioni di prurito ed i morsi sotto la pelle sono causate da parassiti, nonostante le prove inconfutabili il contrario.
Chi ha ragione? La scienza non si è ancora pronunciata, ma alcuni medici stanno cominciando a prendere seriamente in considerazione la sindrome di Morgellons. Un’ipotesi è che le fibre possono essere il risultato di una infezione da batterio Agrobacterium, che più comunemente causa tumori nelle piante.
Sindrome dell’accento estero .


Se vi svegliate e improvvisamente parlate con un forte accento giamaicano, nonostante il fatto che  non avete mai sentito un accento giamaicano prima, sono alte le possibilità che siate affetti dalla sindrome dell’accento straniero.
Il più noto caso di questa sindrome risale al 1941, quando una donna norvegese ,ferita  nel corso di un raid aereo,  si mise a parlare con un forte accento tedesco.
Questa sindrome è stata per molto tempo considerata come un disturbo psicologico, ma, alla fine, è stata associata ad un problema  neurologico che si realizza quando,ad esempio, un ictus causa danni alla parte del cervello associata con la parola.
Il vero mistero è come la gente possa parlare con un accento sconosciuto,anche se di recente gli scienziati hanno elaborato una possibile spiegazione. Mentre il malato non riesce ad esprimersi normlmente,l’ascoltatore associa ad accenti stranieri particolari la difficoltà della parola.
La donna chimera.


Immaginate di andare a fare test genetici ai vostri bambini, e di scoprire di non essere loro madre biologica.
Questa non è fantascienza.E’ effettivamente accaduto ad alcune persone nel mondo.
Nel caso in questione, si è scoperto che la madre era una chimera (un mix di due persone). C’era stata una fusione a livello genetico di due gemelli non identici unitosi in una sola persona nel grembo di sua madre.
Nessuno sa quanto sono comuni le chimere, ma con l’aumento di trattamenti di fertilità e di test genetici, ci sono più probabilità di  scoprire e studiare casi simili.
Allergia all’acqua .

Questa cosa può sembrare veramente impossibile ,visto che i nostri corpi sono circa il 60% di acqua , ma, in alcuni rari casi,alcuni individui sono risultati allergici all’acqua.
Ovviamente riescono a berla ed è ‘il lavaggio, che causa il problema. Anche pochi minuti nella vasca da bagno o sotto la doccia causa loro eruzioni cutanee.
Questa rara condizione (conosciuta con il termine medico “aquagenic orticaria”), è stata descritta per la prima volta nel 1964.
La sua causa è ancora un mistero: potrebbe essere dovuta ad una anomala risposta tossica del corpo quando l’acqua tocca la pelle, o di una estrema ed innaturale sensibilità agli ioni dell’acqua.
Tratto dall’articolo “Seven unsolved medical mysteries” di Alison George edito su New Scientist

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