1200 docenti e ricercatori…No al Nucleare!

Alcuni passaggi dell’articolo:NUCLEARE: LO STATO DELL’ARTE, DOPO LE SCIOCCHEZZE ANNUNCIATE DAL GOVERNO BERLUSCONI (tratto dal sito http://www.fisicamente.net)

di Roberto Renzetti.
…………..Nel mondo vi sono circa 500 centrali nucleari. Nel mondo occidentale è dal 1978 che non se ne ordina UNA SOLA (a parte la sola Finlandia che sta provando con difficoltà a realizzarne una di terza generazione finanziata da industriali consumatori di energia elettrica). In tutto il mondo sono attualmente in costruzione 22 reattori, per 5 di questi la costruzione è iniziata più di 20 anni fa e non si sa se si riuscirà ad ultimarli, per altri 10, la costruzione è stata sospesa. Nella stragrande maggioranza dei casi non si rispettano tempi e costi preventivati. Le centrali che si costruiscono sono in Paesi emergenti ed in Paesi in cui si teme che tale costruzione serva a fare bombe nucleari. Gli USA che fanno guerre per tutto il mondo per conquistare petrolio, perché non costruiscono qualche centinaio di centrali nucleari ? La Francia, il Paese percentualmente più nuclearizzato del mondo, ha un progetto di costruzione di due impianti di terza generazione (uno iniziato come centrale sperimentale per provare soluzioni della quarta generazione). Eppure è un Paese che vede scadere i tempi d’uso del suo imponente parco centrali e che non potrà pensare di costruirle tutte insieme. Negli USA i privati non le costruiscono le centrali perché, sono loro che lo dicono, non è redditizia l’impresa. Essa potrebbe essere affrontata solo con il massiccio sostegno dello Stato. La Francia non dice ma investe molto nella ricerca di quella che sembrerebbe la soluzione definitiva, la quarta generazione nucleare. Intanto in Spagna, in Svezia, in Germania vi è una moratoria indefinita ed il progetto di chiusura delle centrali quando hanno esaurito il loro tempo d’uso.
Dato il sito della centrale si devono pensare vari cerchi concentrici ad essa e valutare la pericolosità da fughe radioattive che decrescono almeno in progressione geometrica all’allontanarsi dalla centrale. Questo, nel caso di emissioni gassose, quando vi sia immobilità dell’aria. Ricorderete tutti che nel caso di Chernobyl si seguiva la nube radioattiva trasportata dal vento………………………………..

…………………………….Ma sulle centrali vi è ancora molto da dire. Innanzitutto che essa è l’oggetto più sicuro dell’intera impresa nucleare. Se non ci sono ladri che rubano sui materiali ed incompetenti al progetto la centrale, l’edificio centrale, è molto sicura. A patto che …

        E qui mi richiamo alla legislazione americana, del Paese che i nuclearisti portano ad esempio (ah se fosse ad esempio anche sulla giustizia ! e sul conflitto d’interessi ! e sulla galera ai ladri e corrotti ! …). Una centrale non può essere costruita in zone sismiche; una centrale deve essere costruita in zone con bassissima densità abitativa; una centrale deve prevedere strade di evacuazione rapida delle popolazioni in un raggio di 180 Km. Ognuno rifletta sulla geografia e la densità di popolazione italiana e poi tragga le sue conclusioni. Sulla sismicità non devo dire nulla io: si guardi una carta sismica dell’Italia (in fondo agli atlanti), dove sono indicati i luoghi dove si sono avuti terremoti e la frequenza dei medesimi (si pensi che la centrale nucleare che doveva essere costruita a Montalto di Castro distava da Tuscania 20 Km. Ed a Tuscania nel 1975 vi era stato un disastroso terremoto).

        Altri pericoli della centrale provengono da possibili attacchi esterni (terroristi che facciano come con le Twin Towers …). Ma anche da attacchi interni, come recentemente accaduto in Scozia (ma anche in Germania) dove il 18 novembre del 1999 un aereo tornado precipitò a meno di 800 metri dalla centrale nucleare di Torness……………………………………………………………………………………
…Coloro che vivono intorno alla centrale devono essere informati dei piani di evacuazione in caso d’incidente. E questo è normale. Ma basta ? Eh no ! Qui inizia una delle truffe più grandi a danno delle popolazioni, quella relativa ai controlli sanitari. Come è possibile capire se la centrale ha creato danni all’ambiente ed emette con regolarità radiazione ? Il problema nasce dal fatto che le radiazioni sono invisibili. Se colpiscono un organismo questo non sanguina. Non si vedono scene macabre ed uno può morire piano piano senza segni evidenti all’esterno. Come comportarsi allora ? Serve un’indagine epidemiologica sul territorio dove si vuole sistemare una centrale (per un raggio di almeno 15 chilometri) da effettuarsi PRIMA che si costruisca la centrale. Serve sapere quanta incidenza nella popolazione e per fasce d’età di tumori e leucemie. A questo punto si costruisce la centrale e a periodi relativamente brevi occorre ripetere l’indagine per vedere se vi sono spostamenti significativi rispetto alla prima indagine. Una cosa del genere, per confronto con il PRIMA, in Italia non è stata mai fatta e i tecnici delle centrali al crescere di strane malattie hanno sempre risposto che ciò è nella norma (feci una minima indagine con nessun valore scientifico qualche anno fa – 1980 – intorno alle centrali di Latina e del Garigliano ed ebbi racconti preoccupanti).

        Ma la centrale deve essere rifornita. Vi sono quindi trasporti di materiale radioattivo che devono attraversare a volte l’intero Paese (porti, aeroporti, stazioni, strade, autostrade, ferrovie) con i conseguenti pericoli che tutti possono immaginare (nel 1997 un treno carico di liquidi radioattivi deragliò nella stazione di Kruemmel). Ad ogni carico della centrale serve scaricare materiale estremamente pericoloso (le scorie). Queste devono essere messe prima in enormi piscine vicine alla centrale e poi trasportate nel sito di raccolta e di immagazzinamento per tempi geologici. E’ inutile che dica che tali siti sono da trovare in Italia … chiaro ?…………………………………………………
… I novelli apprendisti stregoni del nucleare ci dicono allegramente che il nucleare è più economico del petrolio. Avete mai sentito qualcuno darvi delle cifre ? Sappiamo quanto costa il chilovattora da petrolio ma, quanto costa quello da uranio arricchito ? Innanzitutto il prezzo dell’uranio. Esso cresce molto di più di quello del petrolio (è in regime di monopolio anch’esso e dello stesso monopolio petrolifero. sette sorelle: il suo prezzo, quello cioè dell’uranio naturale, nel 2001 era di 14 dollari al chilo e nel 2007 di 220 dollari al chilo). Poi il prezzo di arricchimento del medesimo uranio. Noi non abbiamo impianti di arricchimento e perciò dobbiamo ricorrere agli USA (o GB o Francia). Ce lo fanno ? e quanto costa questa sofisticatissima tecnologia ? Non lo sappiamo e soprattutto è incontrollabile la fornitura di materiale arricchito (perché d’uso militare) in periodi di crisi internazionale. Vi è poi il costo enorme della centrale che costa tanto proprio perché sia sicura così come si pretende. Infine il costo più grande: lo smantellamento della centrale (dismissione) dopo il suo tempo d’uso (una trentina d’anni) quando è essa stessa diventata una gigantesca scoria (le reazioni nucleari l’hanno “avvelenata”). Sommando tutti questi addendi si ottiene il costo del chilovattora nucleare. Chi ci fa questo conto e ce lo comunica in modo dettagliato ed articolato ?……………………………………………………

No al nucleare in Italia: appello di 1200 scienziati

di Redazione

(tratto da http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=94894 )

Sono oltre milleduecento i docenti universitari e i ricercatori che hanno sottoscritto un appello sulle scelte energetiche per il futuro dell’Italia, trasformato in una lettera aperta al premier Berlusconi alla vigilia della
discussione del governo sulle centrali nucleari. A capeggiarli uno dei chimici italiani più accreditati presso la comunità scientifica internazionale. “Il sole è la più grande risorsa energetica del nostro pianeta” scrivono, e
il nucleare “un pericoloso fardello sulle spalle delle prossime generazioni”. L’iniziativa partita con un sito
www.energiaperilfuturo.it, dove chiunque può esprimere il proprio sostegno.

Ecco il testo della lettera aperta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

LE SCELTE ENERGETICHE PER IL FUTURO DELL’ITALIA

«Uno dei problemi più delicati e più difficili che il nostro Paese ha oggi di fronte è quello dell’energia; le decisioni che verranno prese a questo riguardo condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per prendere decisioni sagge su un tema così complesso è necessaria una forte collaborazione fra scienza e politica.

Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca e, in virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, abbiamo sentito il dovere di esprimere la nostra opinione sul problema energetico con l’appello riportato sul sito:www.energiaperilfuturo.it

L’appello, sottoscritto da più di milleduecento docenti e ricercatori, sottolinea l’urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell’energia ed esorta il governo a sviluppare l’uso delle energie rinnovabili ed in particolare dell’energia solare.

A nostro parere l’opzione nucleare non può essere considerata la soluzione del problema energetico per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.

La più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il Sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che l’umanità intera consuma. Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti. E’ un guardare lontano nel tempo, perché getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico, industriale ed occupazionale del nostro Paese, senza porre pericolosi fardelli sulle spalle delle prossime generazioni. E’ un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell’uranio, l’energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi,
il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.

Saremo ben lieti di mettere a disposizione le nostre competenze per discutere il problema energetico in modo approfondito nelle sedi opportune».

Il Comitato promotore

Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna
Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia
Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna
Ugo Bardi, Università di Firenze
Salvatore Califano, Università di Firenze
Sebastiano Campagna, Università di Messina
Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia
Michele Floriano, Università di Palermo
Giovanni Giacometti, Università di Padova
Elio Giamello, Università di Torino
Giuseppe Grazzini, Università di Firenze
Francesco Lelj Garolla, Università della Basilicata
Luigi Mandolini, Università La Sapienza, Roma
Giovanni Natile, Università di Bari
Giorgio Nebbia, Università di Bari
Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca
Paolo Rognini, Università di
Pisa Renzo Rosei, Università di Trieste
Franco Scandola, Università di Ferrara
Rocco Ungaro, Università di Parma<

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