Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti (1966)

Ti prendo e ti porto via

E’ finita.
Vacanze. Vacanze. Vacanze.
Per tre mesi. Come dire sempre.
La spiaggia. I bagni. Le gite in bicicletta con Gloria. E i fiumiciattoli di acqua calda e salmastra, tra le canne, immerso fino alle ginocchia, alla ricerca di avannotti, girini, tritoni e larve d’insetti.
Pietro Moroni appoggia la bici contro il muro e si guarda in giro.
Ha dodici anni compiuti, ma sembra più piccolo della sua età.
È magro. Abbronzato. Una bolla di zanzara in fronte. I capelli neri, tagliati corti, alla meno peggio, da sua madre. Un naso all’insù e due occhi, grandi, color nocciola. Indossa una maglietta bianca dei mondiali di calcio, un paio di pantaloncini jeans sfrangiati e i sandali di gomma trasparente, quelli che fanno la pappetta nera tra le dita.

 

2 thoughts on “Niccolò Ammaniti

  1. DolceNera1 scrive:

    Un saluto e grazie per la visita..
    buon w.e..
    Dn

  2. BELDESCUSILVIAA scrive:

    …ciao CATE, molto bello il tuo nuovo blog, ogni volta che ti leggo mi accorgo di questo…è che musica!!!! baci…silvia

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