Archivio mensile:maggio 2007

Nazim Hikmet

 

Foglie morte

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali soprattutto se sono ippocastani 

soprattutto se passano dei bimbi soprattutto se il cielo è sereno

soprattutto se ho avuto quel giorno una buona notizia soprattutto se il cuore quel giorno non mi fa male

soprattutto se credo quel giorno che quella che amo mi ami

soprattutto se quel giorno mi sento d’accordo con gli uomini e con me stesso veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto le foglie dei viali d’ippocastani

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Struzzi

Qualcosa mi sfugge.Un ministro della repubblica,prima propone di radoppiare la quantità di droga “leggera” che un ragazzo può acquistare da un lurido spacciatore, poi dopo qualche mese decide di spedire i nas nelle scuole con i cani antidroga per sequestrare( e poi suppongo restituire all’uscita)le dosi di stupefacenti legalmente detenute.Questo paese non finisce mai di stupirmi,continuiamo ad essere schiavi della logica democristiana da ormai 50 anni : mano di ferro in guanto di velluto.Arrestiamo ladri,spacciatori,assassini ,ma dopo poco li rimettiamo in libertà,accogliamo tutti i disperati sul nostro territorio,salvo poi chiuderli in centri di “raccolta” fregandosene però di ciò che fanno per sopravvivere  una volta fuggiti da lì,elargiamo fogli di via a destra e manca senza controllare che siano rispettati,osteggiamo i dico,ma in parlamento tutti già ne godono e potrei continuare senza soluzione di continuità.Penso che anche il più stupido di noi abbia intuito che il problema non è nella scuola italiana che certo non incita all’uso di droga,ma è nei ragazzi che frequentano gli istituti;sembra,però, che una volta risolto l’increscioso proliferare di spinelli in classe tutto sia risolto.In effetti si torna al solito discorso:una volta usciti dalla sede scolastica non è più responsabilità dell’istituzione ciò che fuma o beve lo studente,ergo…chissenefrega!

Paulo Coelho (1947)

Na margem do rio Piedra eu sentei e chorei (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)
Mi sono seduta e ho pianto. Narra la leggenda che tutto ciò che cade nell’acqua di questo fiume, le foglie, gli insetti, le piume degli uccelli, si trasforma nelle pietre del suo letto. Ah, se solo potessi strapparmi il cuore dal petto e lanciarlo nella corrente, allora non ci sarebbero più dolore né nostalgia né ricordi.
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto. Il freddo dell’inverno mi ha fatto sentire le lacrime sul viso: lacrime calde che si sono confuse con le acque gelate che scorrono davanti a me. In qualche punto, il fiume si unisce con un altro, poi con un altro ancora, finché, lontano dai miei occhi e dal mio cuore, tutte le acque si confondono con il mare.
Che le mie lacrime scorrano lontano, perché il mio amore non sappia mai che un giorno ho pianto per lui. Che le mie lacrime scivolino via, e solo allora dimenticherò il fiume Piedra, il monastero, la chiesa sui Pirenei, la bruma, i cammini che abbiamo percorso insieme.
Dimenticherò le strade, le montagne e i campi dei miei sogni: sogni che mi appartenevano e che io non conoscevo.
(Traduzione: Rita Desti)

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Orion Nebula M42

Una splendida immagine della Nebolosa di Orione (M 42)

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La fattoria degli animali

George Orwell (Eric Blair) (1903-1950)

La fattoria degli animali
Il signor Jones, della fattoria padronale, aveva chiuso col lucchetto il pollaio per la notte, ma era troppo ubriaco per ricordarsi di chiudere le finestrelle per le galline. Con il cerchio di luce della lanterna che gli ballava attorno, attraversò barcollando il cortile, si tolse gli stivali calciandoli contro la porta di dietro, si versò un ultimo bicchiere di birra dal barile nel retrocucina e si diresse verso il letto, dove la signora Jones stava già russando.
Appena la luce nella stanza da letto si spense ci fu un’agitazione e un fruscio d’ali in tutti gli aloggi della fattoria. Durante la giornata si era sparsa la voce che il Vecchio Maggiore, il verro Mezzo Bianco vincitore di premi, aveva fatto uno strano sogno la notte precedente e desiderava parlarne agli altri animali. Si era deciso che si sarebbero radunati tutti nel grande granaio appena il signor Jones avesse sgombrato completamente il campo.
(Traduzione: Arcangelo Canè)

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Saturno

Un mosaico delle più belle immagini di Saturno.

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Il fantasma della materia oscura ( CI 0024+17)

Questa immagine composita del telescopio spaziale Hubble mostra “un anello„ fantasma della materia scura nella serie di ammassi stellari(cluster) della galassia Cl 0024+17. La struttura ad anello  è evidente nella distribuzione blù scura della materia.. L’anello è una delle prove più valide fino ad adesso raccolte che dimostrano l’esistenza della materia scura, una sostanza sconosciuta che pervade l’universo.. NASA, SEC, M.J. Jee e H. Ford (università “Johns Hopkins”)
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Talvolta è bello lasciarsi trasportare da emozioni forti che puoi condividire con la folla.C’è un processo di immedesimazione che ti porta a fare e dire cose che mai diresti e faresti.Ma tant’è…in una occasione  così,che non credo di rivedere e rivivere,voglio celebrare la gioia per il Grosseto in serie B!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Herbert George Wells (1866-1946)

La macchina del tempo
Il Viaggiatore nel Tempo (sarà opportuno chiamarlo così) era intento a illustrarci un argomento molto oscuro. Gli occhi grigi brillavano vivaci; il volto, generalmente pallido, era acceso e animato. Il fuoco brillava allegro; il tranquillo riverbero delle luci incandescenti nei gigli d’argento colpiva le bollicine che apparivano e scomparivano nei nostri bicchieri. Le poltrone – brevettate da lui – ci abbracciavano e accarezzavano, senza cedere al peso del corpo; dominava quella piacevole atmosfera postprandiale, quando il pensiero vaga amabilmente libero dalle pastoie della precisione. E mentre ce ne stavamo lì seduti, in pigra ammirazione davanti all’ardore con cui illustrava il nuovo paradosso (tale lo consideravamo) e davanti alla sua eloquenza, così lui parlò sottolineando i punti principali con l’indice magro.
“Seguitemi con attenzione. Dovrò contraddire un paio di idee che sono quasi universalmente accettate. La geometria che insegnano a scuola, per esempio, è fondata su un equivoco.”
(Traduzione: Mario Monti)

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Cat’s eye Nebula NGC 6543

La Nebulosa Occhio di Gatto (NGC 6543) si trova nella costellazione del Drago distante 3000 anni luce dalla Terra. Il nucleo centrale della nebulosa misura circa 0,5 anni luce di diametro e la sua struttura, nell’insieme, la fa assomigliare all’iride di un occhio cosmico. Questi aloni concentrici sono costituiti da gas ad altissima temperatura che sono stati prodotti dalla stella nei diversi momenti della sua estinzione. NGC 6543 sta concludendo il proprio ciclo vitale e la massa si sta rapidamente riducendo, dando luogo a immensi getti di plasma.
Come si vede nell’immagine, il centro della nebulosa è circondato da un debole ma ciclopico alone (misura circa 3 anni luce di diametro), che è dovuto probabilmente a ciò che resta della sua precedente fase,quella di gigante rossa. E’ stato ipotizzato che la stella che fa da pupilla all’occhio quasi fantascientifico facesse parte di un sistema binario,ma,per adesso,non esiste nulla che lo possa dimostrare.Anche questa splendida immagine è stata ripresa da Hubble il telescopio orbitante della Nasa.


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